economia australiana

Economia

Se intendi andare in Australia, dovresti conoscere alcuni dettagli dell’economia, specialmente se stai pensando di rimanerci a lavorare.

Tutti conoscono questo continente come un “paese sviluppato” e, proprio in base a questa nozione, possiamo facilmente capire che il suo PIL è abbastanza alto; tuttavia, sarebbe interessante saperne un po’ di più in merito.

Ad esempio, sapevi che, essendo una terra che subisce molteplici variazioni topografiche, l’Australia ha enormi depositi di oro, ferro, bauxite, manganese, opale e zaffiri e che i depositi di gas naturali sono diffusi su tutto il territorio?

L’economia australiana

economia australiana
La ricchezza economica dell’Australia va a unirsi a quella naturale: nel 2009 il PIL era stimato per 920 miliardi di dollari australiani, il che vuol dire 37.302 dollari australiani annui pro capite, con cifre quindi più alte della maggior parte delle nazioni europee.

L’Australia ha registrato 17 anni consecutivi di crescita dal 1992, infatti anche durante la crisi finanziaria la crescita non ha smesso di avanzare, anzi i membri della OECD (Organization of Economic Cooperation and Development) pensano che possa ancora continuare e oltrepassare le cifre raggiunte.

La struttura dell’economia è orientata ai servizi e alla tecnologia, tanto che nel 2007 è stata nominata come il terzo paese al mondo più esperto in tecnologia dal Globalisation Index e nel 2008 il 70% del PIL veniva dal settore terziario, solo il 20% da quello secondario – le industrie – e il 4,7% da quello minerario e agricolo, sebbene quest’ultimo settore contribuisca per circa il 65% su ciò che riguarda le esportazioni.

I contratti più grandi segnati con la Cina per le esportazioni di materiali grezzi ed energie costituiscono una sicurezza per gli anni futuri, sebbene abbia anche altri partner come Giappone, Inghilterra e Stati Uniti.

Il mercato del lavoro

In Australia il tasso di disoccupazione è molto basso, infatti nel luglio del 2010 era del 5,1%, in ribasso già dal 2009.

Il mercato australiano è conosciuto come molto flessibile, tanto che il governo segue la politica del “laissez-faire” che sembra però portare ottimi risultati nell’economia.

Ad esempio, secondo la World Bank, si può stabilire un nuovo business nel giro di due giorni, diversamente dalla media degli OECS di 20 giorni.

Vi sono diverse ondate in Australia, determinate dalla categoria del lavoro in cui puoi rientrare (esecutivo, ingegneristico, di impiegato, ecc.) per cui il minimo a ora è pari a 14,31€, quindi 543€ a settimana prima delle tasse stabilite a ottobre del 2008.

Le ore lavorative settimanali per legge sono 38 e all’anno vengono garantite 4 settimane di ferie pagate; a ogni modo, ogni stato australiano ha le proprie legislazioni, quindi è sempre bene informarsi prima di prendere una qualsiasi decisione sul lavoro.

Il multiculturalismo australiano sembra portare un’ingente forza lavoro nel continente, così da essere un’opportunità di poter avere il meglio da ogni lavoratore, il che incontra il favore del commercio internazionale.